LA COLLETTIVITÀ TRENTINA E LA SCUOLA ITALIANA “ALCIDE DE GASPERI” DI LA SERENA COMMEMORANO IL 75° ANNIVERSARIO DELL’ARRIVO AL PORTO DI COQUIMBO DEI PRIMI EMIGRATI

I. L’ARRIVO AL PORTO DI COQUIMBO, 75 ANNI FA: 19 MAGGIO 1951

Martedì 19 maggio 2026, a settantacinque anni dall’arrivo delle prime venti famiglie trentine in Cile, i loro nipoti e pronipoti hanno reso omaggio ai nonni, ai bisnonni e alla terra che li accolse. Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità della Provincia Autonoma di Trento: il dott. Mattia Gottardi, Assessore provinciale; i Consiglieri provinciali Walter Kaswalder e Michele Malfer; Maria Carla Failo, Presidente dell’Associazione Trentini nel Mondo; Francesco Bocchetti, Direttore dell’Associazione Trentini nel Mondo; Patricia Lanzziano Broz, Delegata rappresentante dell’Unione Famiglie Trentine all’Estero; e i Consultori delle collettività trentine nel mondo, tra cui Carla Dellapé, Consultrice della Provincia Autonoma di Trento per il Cile.

In rappresentanza della collettività trentina di La Serena erano presenti Giovanni Bonani, Presidente della Fondazione Scuola Italiana “Alcide De Gasperi”; le direttrici Caterina Pezzani e Sandra Baldessari; Franco Dalbosco, Console d’Italia; il prof. Carlos Slomp, Preside della Scuola Italiana di La Serena; Tullio Albasini, Presidente del Circolo Trentino; e Franco Olivier, Presidente della Società Italo-Trentina.

Il Comune di Coquimbo era rappresentato da un delegato del Sindaco e da un rappresentante dei Carabinieri. La partecipazione di nonni, bisnonni, figli, nipoti, pronipoti e studenti della Scuola Italiana “Alcide De Gasperi”, con il mare a fare da suggestivo sfondo, ha conferito alla cerimonia un significato particolarmente profondo e coinvolgente.

La commemorazione si è aperta con l’esecuzione degli inni nazionali del Cile e dell’Italia. Gli emblemi patriottici e lo stendardo della scuola sono stati portati con orgoglio dagli studenti delle classi di quarta media, generazione 2026. La bandiera cilena è stata affidata allo studente Agustín Sandoval Mena, accompagnato dalle studentesse Antonia Montecinos Santibañez e Amira Majmut Parra; la bandiera italiana allo studente Luciano Albasini Quiñones, accompagnato dalle studentesse Anggelina Bertolla Araya e Josefa Bastias Gallo. L’esecuzione degli inni è stata diretta dal professore di musica Bruno Corio Gatica.

La Scuola, promotrice e organizzatrice dell’evento, ha rivolto il proprio saluto alla comunità e agli illustri ospiti attraverso le parole del Preside, prof. Carlos Slomp:

“Abbiamo deciso di realizzare, con la presenza dei nostri connazionali italo-trentini, la prima attività di celebrazione dei settantacinque anni dell’arrivo dei nostri padri, qui dove essi giunsero, in un luogo che rappresenta una nuova virtuosa partenza nel viaggio delle nuove generazioni presenti questa sera, per testimoniare che l’epopea dell’emigrazione — vissuta con perseveranza e fede nonostante le difficoltà — ha avuto un profondo senso. Oggi i nipoti e pronipoti di coloro che furono le prime venti famiglie giunte a questo porto evocheranno quanto fu intensa quell’esperienza per chi la visse da bambino o da giovane. Poiché sappiamo che le esperienze educative più efficaci sono quelle concrete, offriamo con cuore e mente questo primo atto delle nostre celebrazioni del 75° anniversario dell’emigrazione trentina nella regione di Coquimbo. La nostra immensa gratitudine va a coloro che ci hanno dato tanto: ai nostri nonni e bisnonni che ci accompagnano. Voglio dirvi che ogni giorno sentiamo con maggiore passione, convinzione e speranza il nostro futuro, perché è fondato sui valori della famiglia, sul lavoro perseverante e sulla fede — come ci insegna il tricolore italiano: il verde della speranza, il bianco della fede e il rosso dell’amore — mescolati con i colori del tricolore cileno: blu, bianco e rosso. Come recita il nostro inno, due bandiere che sventolano al vento sono garanzia di dignità e grandezza.”

Il 19 maggio 1951 la nave Amerigo Vespucci approdò al porto di Coquimbo con venti famiglie trentine, per un totale di 153 persone. Settantacinque anni dopo, nello stesso luogo e nella stessa data, i loro nipoti e pronipoti ne hanno rinnovato la memoria, rappresentandoli simbolicamente nel luogo del loro arrivo. Ancora una volta, sono stati accolti con calore e affetto dal popolo cileno e dalla comunità di Coquimbo, che ha saputo mantenere vivo lo spirito di ospitalità che caratterizzò quel lontano 1951.

Di seguito i nomi delle venti famiglie pioniere:

Famiglia Baldessari, Davide, da Rumo; famiglia Bertolla, Egidio, da Rumo; famiglia Bonani, Davide, da Rumo; famiglia Bonani, Luduina, da Rumo; famiglia Bortolotti, Fabio, da Meano di Trento; famiglia Dallaserra, Antonio, da Rabbi; famiglia Dossi, Vigilio, da Corné di Brentonico; famiglia Eccher, Vito, da Rumo; famiglia Giovanella, Mario, da Cembra; famiglia Leita, Giacinto, da Rumo; famiglia Nardon, Stefano, da Cembra; famiglia Nicolodi, Giuseppe, da Cembra; famiglia Olivier, Lino, da Dimaro; famiglia Paris, Silvestro, da Rumo; famiglia Petri, Costante, da Segonzano; famiglia Pomarolli, Mario, da Ville di Giovo; famiglia Pomarolli, Silvio, da Ton; famiglia Rizzolli, Amedeo, da Verla di Giovo; famiglia Rossi, Mario, da Verla di Giovo; famiglia Sega, Silvio, da Sabbionara di Avio.

I sentimenti della partenza, del viaggio e dell’arrivo sono stati evocati attraverso la poesia C’è silenzio, scritta dalla signora Lidia Baldo, emigrante trentina, e recitata dall’alunna Martina Díaz Toro, pronipote della famiglia Bertolla.

Come avvenne il 19 maggio 1951, anche in questa occasione il caloroso benvenuto è stato espresso attraverso il ballo nazionale cileno: gli studenti della Scuola Italiana “Alcide De Gasperi” hanno reso omaggio agli ospiti con l’esecuzione della cueca.

L’incontro tra le generazioni ha trovato una significativa espressione nell’abbraccio tra la signora Carmen Olivier e i suoi pronipoti, che le hanno offerto il dono più prezioso: i dolci trentini preparati secondo le antiche ricette di famiglia. Un momento altrettanto emozionante è stato vissuto dal signor Franco Rossi insieme ai suoi nipoti. I dolci trentini, custoditi e tramandati come patrimonio culturale e gastronomico delle famiglie emigranti, sono stati condivisi con tutti i presenti. In omaggio alla tradizione di accoglienza riservata ai trentini nel 1951, sono state inoltre offerte le tipiche empanadas chilenas.

Successivamente, il dott. Mattia Gottardi, Assessore della Provincia Autonoma di Trento, ha rivolto il proprio saluto ai presenti. A seguire, in rappresentanza del Sindaco di Coquimbo, Ali Manouchehri Lobos, è stato portato un messaggio di saluto alla comunità trentina in occasione di questa significativa commemorazione.

La ricchezza della memoria dell’emigrazione trentina è rimasta viva nei cuori e nelle menti dei presenti, trovando nuova forza nelle giovani generazioni di nipoti e pronipoti. Le bandiere del Cile e dell’Italia, insieme allo stendardo della Scuola Italiana “Alcide De Gasperi”, sventolando al vento del Pacifico, hanno rappresentato il simbolo di una comunità che continua a guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

II. CERIMONIA COMMEMORATIVA DEL 75° ANNIVERSARIO DELL’EMIGRAZIONE TRENTINA E DI BENVENUTO ALLE AUTORITÀ E AI CONSULTORI TRENTINI NEL MONDO

Nel corso della cerimonia è stato inoltre consegnato un riconoscimento al maestro Francisco Espinoza Lamatta per la direzione del Coro della Fondazione “Allegro” e per il prezioso contributo offerto alla realizzazione dell’opera commemorativa.

III. OMAGGIO AGLI EMIGRATI NATI IN TRENTINO

In occasione della Consulta dei Consultori dei Trentini nel Mondo, svoltasi venerdì 20 maggio, la Comunità Trentina e la Scuola Italiana “Alcide De Gasperi” hanno offerto un pranzo in onore dei 33 emigrati nati in Trentino e residenti nelle città di La Serena e Coquimbo. All’incontro hanno partecipato anche le autorità presenti, i consultori e i membri dei direttivi delle associazioni della comunità trentina.

L’evento ha rappresentato un momento di particolare valore umano e simbolico, dedicato a rendere omaggio ai pionieri dell’emigrazione trentina e a esprimere loro la gratitudine dell’intera collettività. Attraverso il loro coraggio, la loro capacità di affrontare le difficoltà e il loro spirito di sacrificio, essi hanno contribuito a costruire un solido ponte tra il Trentino e il Cile, lasciando in eredità alle generazioni successive un prezioso patrimonio di valori, tradizioni e identità culturale.

L’incontro si è svolto in un clima di affetto e riconoscenza, offrendo ai presenti l’opportunità di condividere ricordi, esperienze e testimonianze di vita che continuano a custodire la memoria della grande avventura migratoria iniziata nel 1951.

IV. PRESENTAZIONE CORALE “ECOS DE TRENTO”: OMAGGIO AI PIONIERI TRENTINI

La presentazione corale Ecos de Trento è un’opera composta dalla signora Lidia Baldo, emigrante trentina nata a Cles, in provincia di Trento, autrice dei testi e delle melodie. La trascrizione e gli arrangiamenti musicali sono stati curati dal signor Eduardo Enrique Gajardo. L’esecuzione è stata affidata al Coro della Fondazione “Allegro”, diretto dal maestro Francisco Espinoza Lamatta. I diversi brani sono stati presentati da Giovanni Vanzi, nipote della signora Lidia Baldo.

Nelle parole dell’autrice:

“Ecos de Trento è un ricordo vivo nel tempo, dove musica, emozioni ed esperienze si intrecciano: un omaggio a tutti quei genitori che hanno viaggiato condividendo una speranza, trovando un nuovo mondo dove li attendeva un’accoglienza calorosa e amorevole.”

L’esibizione è stata accolta da una calorosa e prolungata ovazione del pubblico. In segno di riconoscimento, la Collettività Trentina, rappresentata dalla signora Caterina Pezzani e dal signor Giovanni Bonani, ha consegnato alla signora Lidia Baldo una targa commemorativa con la seguente iscrizione:

“La presente targa è conferita in segno di riconoscimento e gratitudine per l’opera “Ecos de Trento”, presentata presso il Teatro Municipale di La Serena il 20 maggio 2026, in occasione del 75° anniversario dell’Emigrazione Trentina. L’opera, ispirata alla memoria, alle radici e al legame tra il Trentino e il Cile, rappresenta una preziosa testimonianza artistica e culturale, capace di custodire e trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’emigrazione, dell’identità e dell’incontro tra i popoli.”

Un omaggio è stato inoltre consegnato al maestro Francisco Espinoza Lamatta, quale riconoscimento per la direzione del Coro della Fondazione “Allegro” e per il contributo offerto alla realizzazione dell’opera.

V. OMAGGIO AGLI EMIGRATI NATI IN TRENTINO

In occasione della Consulta dei Consultori dei Trentini nel Mondo, venerdì 20 maggio, la Collettività Trentina e la Scuola Italiana “Alcide De Gasperi” hanno offerto un pranzo ai 33 emigrati nati in Trentino e residenti a La Serena e Coquimbo. All’incontro hanno partecipato anche le autorità, i consultori e i membri dei direttivi della comunità trentina.

È stato un momento particolarmente significativo, dedicato a rendere omaggio ai 33 pionieri dell’emigrazione trentina e a ringraziarli per il coraggio, il sacrificio e l’eredità umana e culturale che hanno saputo trasmettere alle generazioni successive.

VI. MESSA, CERIMONIA E PRANZO PER IL 75° ANNIVERSARIO DELL’EMIGRAZIONE TRENTINA

Domenica 24 maggio 2026, alle ore 11.30, padre Angelo Leita ha celebrato la Santa Messa nella Cappella della Scuola De Gasperi, alla presenza delle autorità e dei consultori trentini, dei rappresentanti delle istituzioni trentine locali, dei trentini residenti e di numerosi amici cileni.

La musica italiana ha accolto gli oltre cinquecento partecipanti al pranzo organizzato nella palestra della Scuola. La cerimonia si è aperta con l’esecuzione degli inni nazionali del Cile e dell’Italia, seguita dalle esibizioni del Coro “Encanto”, diretto dal professor Nelson Cortés, che ha proposto canti ispirati al folclore cileno e trentino.

A nome della collettività trentina, il signor Giovanni Bonani ha condiviso una riflessione sul significato dell’emigrazione:

I primi ventanni furono particolarmente difficili. Circa il 70% delle famiglie giunte nel 1951 e nel 1952 cercò un’altra destinazione: alcune si trasferirono a Copiapó, Santiago o Parral, mentre un gruppo consistente fece ritorno in Trentino. Tuttavia, con il passare del tempo, le difficoltà vennero superate grazie allimpegno, al lavoro, alla dedizione, alla pazienza e a una fede profonda. Il rimpianto per il Trentino, per le sue montagne, la neve, i laghi e gli amici, rimase sempre vivo. Negli anni, i terreni salini divennero fertili, furono realizzati impianti di irrigazione nelle zone prive dacqua e i suoli sterili si trasformarono in terre coltivabili.

Come figli e nipoti di quegli emigranti, siamo profondamente orgogliosi dellimpegno e dei sacrifici dei nostri nonni e dei nostri genitori, che con il loro lavoro, la loro dedizione e la loro perseveranza hanno saputo costruire una nuova vita, questa vita, per tutti noi. Ricordo che, a scuola e all’università, tutti mi dicevano che ero italiano; ma quando sono andato in Italia, a Trento, tutti mi dicevano che ero cileno. Al ritorno, ne ho parlato con diversi amici e abbiamo scoperto che a molti era successa la stessa cosa. Ciononostante, siamo orgogliosi di essere italiani, trentini e anche cileni, anche se forse solo noi figli di emigranti possiamo comprendere appieno questo sentimento.

In conclusione, desidero esprimere la nostra più sincera gratitudine per la vicinanza dimostrata alla nostra comunità delle autorità presenti: rivolgiamo un sentito ringraziamento alla Provincia Autonoma di Trento, allAssociazione Trentini nel Mondo, alle istituzioni trentine e italiane, nonché ai consulenti e agli amministratori. La vostra presenza rappresenta per noi un segno di attenzione, amicizia e sostegno verso la nostra storia, i nostri valori e il nostro cammino, custoditi con impegno attraverso le generazioni della nostra comunità”.

Al termine dell’intervento, il signor Giovanni Bonani ha consegnato alcune targhe di riconoscimento.

Una targa è stata conferita al signor Celeste Baldessari:

“In segno di riconoscenza per il contributo offerto, in qualità di Presidente del Circolo Trentino, alla fondazione della Scuola Italiana “Alcide De Gasperi” di La Serena nell’anno 1991, ponendo le basi di un’opera educativa e culturale di grande valore per le future generazioni.”

Ulteriori riconoscimenti sono stati consegnati al signor Mattia Gottardi, Assessore della Provincia Autonoma di Trento; alla signora Maria Carla Failo, Presidente dell’Associazione Trentini nel Mondo; alla signorina Antonella Giordani, funzionaria della gestione amministrativa della Consulta della Provincia Autonoma di Trento; e alla signora Carla Dellapé, Consultrice per il Cile.

La signora Maria Carla Failo ha rivolto un saluto ai presenti, esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto dalla comunità e per i momenti di tradizione condivisi durante la visita, che le hanno fatto sentire il calore di una vera casa.

Nel suo intervento, il dottor Mattia Gottardi ha ricordato il sacrificio affrontato dalle famiglie che lasciarono il Trentino alla ricerca di un futuro migliore:

“Oggi é facile gioire e festeggiare guardando i vostri nipoti ma 75 anni fa i sentimenti erano completamente diversi: paura, dolore, lacrime, l’abbandono delle montagne, del paesi e degli affetti. Non é stato facile per nessuno dei migranti che sono partiti dal Trentino”.

Successivamente ha poi consegnato alla Collettività Trentina una targa in riconoscimento della memoria, della presenza, dei valori e delle tradizioni trentine. Il riconoscimento è stato ricevuto dal professor Carlos Slomp, preside della Scuola.

La celebrazione si è conclusa con un pranzo tipico preparato dalle donne e dagli uomini della comunità trentina. La musica italiana e i balli hanno accompagnato l’incontro, contribuendo a rendere ancora più speciale una giornata che resterà a lungo nella memoria di tutti i presenti.

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